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		<title>Macchina on UV Curing Bulb</title>
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				<title>Lampada per la catalisi del rivestimento UV</title>
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				<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 09:49:40 +0800</pubDate>
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				<description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;http://uv-curing-bulb.com/images/5ab70dc405153ee30ed1ab474292099c.png&#34; alt=&#34;Lampada per la catalisi del rivestimento UV&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Camminate tra le macchine per la stampa e osservate come si accumulino i prodotti non conformi: rivestimenti che non sono ancora completamente asciutti, inchiostri che non riescono a legarsi tra loro. Spesso il &lt;a href=&#34;https://o-yate.net&#34;&gt;problema&lt;/a&gt; è proprio davanti ai nostri occhi: uno strato sottile di olio e residui di fumo sulla lampada UV e sul riflettore. Questo ostacola l’emissione di luce, riduce l’intensità della radiazione e impedisce agli agenti fotoinizianti di reagire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cosa è importante dal punto di vista tecnico&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&#xA;La prestazione di una lampada utilizzata nelle macchine per l’essiccazione dei rivestimenti UV viene misurata in base all’energia fornita, e non soltanto in termini di potenza in watt. È fondamentale che la lampada garantisca una emissione stabile alle lunghezze d’onda necessarie per la reazione chimica dell’inchiostro o del rivestimento: 365 nm per un’essiccazione completa, 385–405 nm per un’essiccazione superficiale e cicli più veloci. L’intensità massima della radiazione, misurata in mW/cm² sul piano del substrato, determina se avviene una reazione rapida e completa oppure una reazione &lt;a href=&#34;https://o-yate.com&#34;&gt;lenta&lt;/a&gt; e incompleta. Lo strato dicromico presente sul riflettore serve a dirigere la luce verso il substrato; anche la presenza di tracce di sporco sulla copertura della lampada può causare la diffusione e l’assorbimento dei fotoni, riducendo così l’energia che arriva al substrato.&lt;/p&gt;</description>
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